Formazione e imprese: il Ticino scommette sul capitale umano

In un mercato del lavoro sempre più competitivo e globalizzato, la formazione professionale e la collaborazione tra scuole, università e aziende sono diventate leve strategiche per garantire la crescita economica e l’innovazione nel tessuto produttivo ticinese. Il Cantone si trova oggi di fronte a due sfide cruciali: da un lato, la carenza di manodopera specializzata, dall’altro, la necessità di allineare sempre più rapidamente l’offerta formativa con l’evoluzione delle competenze richieste.

Un sistema duale forte, ma da aggiornare

La Svizzera è nota per il suo sistema di formazione duale, in cui l’apprendistato gioca un ruolo centrale. Anche in Ticino, questo modello resta uno strumento fondamentale per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, con oltre il 60% degli studenti che, dopo la scuola dell’obbligo, optano per una formazione professionale. Tuttavia, alcune tendenze recenti stanno mettendo in discussione la sua efficacia sul lungo periodo. In particolare, alcuni settori – come l’informatica, l’elettronica, l’edilizia e l’assistenza sanitaria – segnalano una crescente difficoltà a trovare profili tecnici qualificati. La rapidità con cui cambiano le competenze necessarie in ambito digitale e tecnologico rende necessario aggiornare i programmi di formazione e promuovere una maggiore flessibilità tra scuola e azienda.

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Università e alta formazione: più vicini al tessuto economico

Negli ultimi anni, anche le istituzioni accademiche ticinesi hanno intensificato il dialogo con il mondo economico. L’Università della Svizzera italiana (USI) e la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) offrono percorsi sempre più orientati alle esigenze reali del mercato. In particolare, SUPSI si distingue per la sua forte vocazione applicata e per la collaborazione diretta con le PMI locali su progetti di ricerca, sviluppo e innovazione. Le opportunità di formazione continua e post-laurea stanno crescendo, sia per i giovani laureati che per i professionisti già inseriti nel mondo del lavoro. 

Collaborazioni virtuose: il ruolo delle aziende

Sempre più imprese ticinesi comprendono che investire nella formazione non è solo un costo, ma un investimento strategico per la competitività futura. Molte PMI e grandi aziende si stanno aprendo a collaborazioni più strutturate con gli istituti scolastici, accogliendo apprendisti, offrendo stage, partecipando allo sviluppo dei curricula o intervenendo come docenti ospiti. Un esempio concreto è rappresentato dai progetti promossi in ambito IT e automazione industriale, in cui numerose aziende collaborano direttamente con la SUPSI per sviluppare laboratori congiunti e percorsi duali personalizzati. Questo modello permette ai giovani di acquisire competenze pratiche spendibili da subito e alle aziende di formare talenti “su misura”. Anche le camere di commercio, le associazioni di categoria e il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport svolgono un ruolo chiave nel facilitare queste sinergie pubblico-private. I progetti di orientamento precoce, le giornate professionali e le fiere delle carriere contribuiscono a sensibilizzare studenti, famiglie e aziende sui percorsi disponibili.

Guardare avanti: cultura della formazione permanente

In un contesto segnato da cambiamenti tecnologici e demografici accelerati, il concetto di formazione deve evolvere da “una tantum” a processo continuo. L’apprendimento lungo tutto l’arco della vita non è più una scelta opzionale, ma una necessità per restare competitivi. Per affrontare queste sfide, il Ticino ha bisogno di rafforzare una cultura della formazione permanente, che coinvolga attivamente datori di lavoro, lavoratori, istituzioni educative e autorità pubbliche. Politiche fiscali che incentivino la formazione continua, programmi di co-finanziamento per corsi strategici, e una maggiore visibilità delle opportunità formative sono strumenti concreti che possono fare la differenza. Il capitale umano è oggi la risorsa più preziosa per l’economia ticinese. Costruire ponti solidi tra scuola e lavoro, rafforzare le collaborazioni tra pubblico e privato, e promuovere l’aggiornamento continuo delle competenze sono elementi essenziali per garantire uno sviluppo economico sostenibile, inclusivo e orientato al futuro.

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